" Associazione Spazio Arte "
Un Omaggio a
Giuseppe Berruto
Scrittore

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Presentazione Dopo
il ritorno dai lager nazisti non pensai a mettere per iscritto la storia
delle mie esperienze. Mi sono limitato a prendere degli appunti
esclusivamente per avere dei riferimenti, molto sintetici, dei fatti
avvenuti tra l'ottobre 1944 e il maggio 1945. Solo
dopo 50 anni ritrovando quegli appunti ho pensato di utilizzarli, sia pure
con qualche aggiustamento, come espressione elementare all'interno del più
articolato testo "Achtung! Dachau " curato dall'amico Valerio
Morello. Quelle
che chiamo "Considerazioni" si presentano in duplice veste. Una
prima parte è stata composta subito dopo l'arrivo a casa, quasi come
promemoria alla mia storia vissuta, mentre la seconda parte tende a
semplificare le impressioni e i sentimenti che, al difuori di ogni pretesa
poetica, sono compresi tra le righe del citato libro. ßeppe
Berruto Giorno
della memoria 27 gennaio 2001
Il
Terrore Terrore
...non è solo l'assillante angoscia di crudeli sevizie terrore
... non è solo la vergogna di una arresa a giochi infami terrore
... non è solo l'ansioso affanno per una misera fine terrore
... non è solo l'infinita attesa, di un destino sconosciuto
terrore è ... la privazione continua di una voce amica
terrore è ... l'avvilimento al pensiero della sconfitta
delle proprie scelte
terrore è ... lo sgomento all'immagine della vittoria
del male
terrore è ... la rinuncia alla quotidiana sfida per il trionfo della giustizia.
La
fame
La
sopravvivenza
..
Il
block 24 Nel greve silenzio della notte... un urlo ... straziante ... selvaggio ... ... impressionante ... si leva ... una
... due ... più
volte. E' un ululato lugubre ... che di schianto cessa ... riprende d'improvviso ...
fino a perdersi in un lamento. Non è una bestia selvaggia che vaga nel buio in cerca di carogne, non è un animale ferito e sofferente... è un morto! ... morto nello spirito! ... morto nella mente! ... morto
nel fisico!... E' uno scheletro impazzito dal dolore... e ... si trascina carponi nella "fossa" che lo attende... gli occhi sono già spenti quando... una mano feroce, lorda di sangue... vibra
l'ultimo spietato colpo... E' stramazzato ... due volte morto un deportato di Dachau...
e
altri scheletri ... nell'indifferenza ... attendono.
Il
Pianto Non
piangi ... per le bastonature che ricevi non piangi ... per la
disperazione di essere lontano dalla famiglia non piangi ... per i
compagni che vicino a te soffrono e muoiono non piangi ... per la fame che
continuamente ti rode la mente non piangi ... per il freddo, per la
pioggia che ti mordono il nudo corpo all'appello non piangi ... per la
paura di non avere più
un domani piangi ... per la
gioia nel momento della liberazione piangi ... per la ritrovata
possibilità di parlare piangi ... per la consapevolezza di esserti
conservato uomo piangi ... per la riaccesa speranza di rivedere i tuoi
cari piangi, ma piangerai
sempre nel ricordare quell'umile gesto di umanità che ti ha permesso di
vivere l'ora della tua salvezza.
Libertà
La
liberazione Entrano
gli alleati nel lager Siamo liberi! Finalmente liberi! Liberi dai pensieri
di morte che per mesi ci hanno accompagnatì! Liberi dal terrore che già
stava offuscando la mente! Liberi di gridare il nostro nome vero! Liberi
di abbracciare i nostri compagni e insieme urlare... torniamo a casa! Per
la prima volta oso sperare nel ritorno. Per la prima volta, la casa, la
famiglia, gli amici rientrano nella mia mente. E' il 29 aprile 1945 la
nuova data della mia nascita.
La
partenza Ricordo ... quel giorno ... 27 maggio Ricordo ... noi ammassati nell'attesa. Il ritorno è vicino ... Il ritorno è gioia ... per tanti. Il ritorno è tristezza... per me chi... che cosa ... troverò? mamma?... papà?... vivi? ... o distrutti dall'attesa... o scomparsi? Il continuo pensiero del domani incerto... sopportato per mesi, non è ancora fugato... non è cessato l'affanno con la sopraggiunta libertà... l'apprensione diventa sgomento... poi paura... Poi... un nuovo tormento torna furioso a rodermi la mente. Il ritorno non è gioia per me! A casa La casa c'è ancora i miei cari sono là... vivi... cessa l'ansia di un ritorno incerto Ecco... l'impetuoso abbraccio di mamma, l'amplesso affettuoso di papà, i baci... le lacrime ... le parole mancate ... e poi ... la prima calda minestrina... le bianche profumate lenzuola, il primo dolce sonno da libero; è vero! Il Paradiso esiste! Questo è il Paradiso! sono tornato... vivo! però... un mesto pensiero mi lega ai ricordi... mi affligge... altre mamme ... altri papà... come accoglieranno la notizia ... il non ritorno dei loro cari?
potrai essere un eroe Natale
1944 Non era presente l'ansiosa e trepidante attesa per un giorno felice
quel 24
dicembre 1944 lontano era il pensiero delle insonnie gioiose del passato
quel 24 dicembre 1944 era offuscato da paure il ricordo della più bella festa dell'anno, festa dell'amore,
quel 24 dicembre 1944 era sopita la sofferenza per la memoria delle tenerezze di mamma e papà,
quel
24 dicembre 1944 ma... improvvisamente... un mutamento... quasi soprannaturale... scuote la malvagia atmosfera di
quel 24 dicembre 1944 è un canto... il canto dell'amico Davide... levandosi, annulla la follia delle empie menti vicine e... insieme si riscopre la commozione... rinascono i ricordi, la speranza, la vita... è Natale
è il 25 dicembre
1944 Ai
giovani... perché il lager.. Ai giovani io parlo del mio lager; parlo del progetto del Reich dei mille anni; parlo di sterminio di innocenti, milioni... vittime della sopraffazione e della negazione dì ogni valore umano. Parlo delle esecuzioni, delle camere a gas, dei forni crematori, degli esperimenti sadici e criminali; parlo di quel futuro buio che, se non fermato, avrebbe creato un mondo di schiavi in una umanità dominata dal terrore. Ai giovani parlo anche del loro lager; parlo della storia dimenticata; delle esperienze offuscate da un ambiguo benessere; parlo della scarsa conoscenza dei problemi che li circondano; parlo dell'indifferenza verso i valori dell'amicizia, della tolleranza, della solidarietà. Parlo del fascino degli atteggiamenti esaltanti la violenza e il falso eroismo. Poi mi fermo di fronte a un muro e ... Preoccupato, mi interrogo... perché ... ...è imbrattato da immagini celebranti la barbarìe... perché... la svastica, le scritte contro gli ebrei, contro i diversi, perché... ... è inutile l'insegnamento del passato? ... se è così perché ricordarlo? Poi... decido... Continuerò a raccontare la storia dei mio lager!
Pluto,
Dachau,
n. 156948
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